Precisazioni sulla proposta di legge dell’intergruppo

ASCIA

Dopo la pubblicazione della bozza di pdl presentata dall’intergruppo, abbiamo scritto al sen. Della Vedova e ai parlamentari con cui collaboriamo, per chiedere spiegazioni circa i due quesiti che abbiamo sollevato in un precedente articolo in relazione alla quantità detenibile e alla frequentazione dei CSC per coloro che hanno avuto sentenze definitive.

Ci ha risposto il responsabile dell’ufficio stampa del sen. Della Vedova chiarendo i punti in questione, pubblichiamo di seguito la sua risposta.
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Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno, sono Luigi Quercetti, collaboratore e addetto stampa del senatore Della Vedova.

A seguito della mail che avete inviato, in cui ponevate due quesiti sul testo di legge per la legalizzazione della cannabis, vorrei precisare che quella circolata sui giornali è soltanto una BOZZA, diffusa prima che venissero apportate alcune modifiche concordate tra tutti i membri dell’intergruppo e che saranno contenute nella versione finale del testo.

In merito alla prima domanda: la proposta di legge consente di detenere sia i 15 grammi acquistati “al dettaglio” sia il “raccolto” delle 5 piante.

Cito a questo proposito l’articolo 1 del testo:

“Al di fuori del regime delle autorizzazioni di cui agli articoli 17 e 27 e fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73, è consentita a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione personale di piante di cannabis, nel limite di cinque di sesso femminile, e del prodotto da esse ottenuto“.

Per quanto riguarda il secondo quesito, relativo alla frequentazione dei CSC “proibita a coloro che sono stati condannati per spaccio”, ci si sta orientando verso la preclusione al solo DIRETTIVO di un CSC per chi ha subito condanne per TRAFFICO (dunque non per piccolo spaccio) di sostanze stupefacenti.

Cordialmente

Luigi Quercetti
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Riteniamo la pdl condivisibile, rimane in sospeso la questione di una eventuale “schedatura” o “anagrafe delle coltivazioni”, che riteniamo sia un concetto che andrebbe esaminato con maggiore attenzione e a tal proposito rendiamo noti i nostri suggerimenti:

“Conoscendo le necessità politiche di fornire dati statistici ufficiali, sulla coltivazione di cannabis, siamo favorevoli ad una tipologia di censimento solo ed esclusivamente se tali dati verranno archiviati in modalità anonima per tutelare la privacy e prevenire ulteriori persecuzioni in caso di ritorno ad una politica proibizionista o ad errori formali di pubblicazione delle leggi. Ci teniamo a sottolineare che l’uso di cannabis non deve essere considerato un problema di sicurezza o salute pubblica”.

http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=9069

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