Milano, i radicali piantano i semi di marijuana: “Legalizziamola per fini terapeutici”

Via alla raccolta delle cinquemila firme necessarie per presentare la proposta di legge al Pirellone. Critiche all’ordine del giorno in Consiglio regionale

Con una simbolica piantumazione di semi di cannabis è iniziata la raccolta firme dei Radicali italiani per avviare nel Consiglio regionale della Lombardia la discussione di una proposta di legge sull’utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi. Nella proposta, presentata nella sede dell’associazione Enzo Tortora a Milano, si chiede una legge regionale specifica che integri quella del 30 dicembre 2009, n.33  (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) e disciplini l’accesso ai farmaci cannabinoidi per i sintomi di alcune malattie.

A farsi promotori della raccolta delle 5.000 firme necessarie per presentare la proposta, l’associazione Luca Coscioni, Enzo Tortora, Radicali Italiani, Possibile, cellula Coscioni Lecco. Come si legge nel documento: “Manca in Lombardia una legislazione regionale specifica che è già diventata strumento sempre più diffuso in altre regioni italiane”.

Tra le modifiche proposte, la possibilità per la giunta di “stipulare convenzioni con centri e istituti autorizzati, ai sensi della normativa statale, alla produzione o alla preparazione dei medicinali cannabinoidi”. Inoltre l’autorizzazione per la giunta regionale di “avviare azioni sperimentali o specifici progetti pilota con lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e con altri soggetti autorizzati a produrre medicinali cannabinoidi”.

Milano, i radicali: “La cannabis terapeutica sia legale”. Raccolta firme al via

A margine della conferenza stampa, in cui sono stati mostrati i semi in dei sacchetti con scritto ‘Questi semi, se piantati, provocano benessere’, il segretario dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, ha bocciato l’ordine del giorno approvato dal consiglio regionale lombardo il 5 agosto, definendolo “demenziale”. Bernardini contesta che la cannabis possa essere “assunta solo nella struttura sanitaria. Se sono malato di Sla, una volta che ho la prescrizione e il dosaggio da assumere ogni giorno, perché andare in ospedale? Se devo assumerla tre volte, vado tre volte in ospedale oppure devo essere ricoverato?”.

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