In Italia la legalizzazione della cannabis può salvare la sanità pubblica

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In queste settimane il governo è al lavoro per racimolare 17 miliardi di euro necessari a finanziare le misure promesse del premier Renzi: abolizione della Tasi e rinvio dell’aumento dell’Iva. A quanto pare dieci miliardi vorrebbero essere trovati con i soliti tagli alla spesa sanitaria– come se da dieci anni a questa parte il nostro sistema sanitario pubblico, un tempo all’avanguardia in Europa, non fosse stato già sufficientemente spremuto – mentre per gli altri sette ancora si brancola nel buio.

E SE INVECE SI LEGALIZZASSE LA CANNABIS? A fornire un’idea alternativa al premier ci hanno però pensato due economisti dell’Università di Messina, i quali hanno fatto i conti di quanto potrebbe portare nelle casse dello stato la legalizzazione delle droghe leggere, in una ricerca pubblicata sul portale economico La Voce. Tra risparmi delle spese dovute a processi e repressione ed entrate fiscali, si tratterebbe di una cifra compresa tra i 5,8 e gli 8,5 miliardi di euro l’anno. Una cifra variabile, spiegano gli autori della ricerca, “per eccesso se si considera la possibilità di coltivare in proprio la cannabis senza tassazione (autocoltivazione e cannabis social club), o per difetto se ti tiene in considerazione il possibile indotto di questo nuovo mercato (produzioni agricole, dolciarie, tessili, medicali)”. Comunque sia il potenziale economico della legalizzazione è chiaro: togliendo alla malavita il controllo della canapa, lo stato potrebbe essere in grado di lasciare quasi del tutto intatta la spesa sanitaria.

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1,5 MILIARDI SPESI OGNI ANNO PER LA REPRESSIONE. Secondo la ricerca “la spesa per la repressione, utilizzando i dati dell’anno 2011 (gli ultimi disponibili), è rappresentata dal costo dei detenuti per traffico di stupefacenti (il 37 per cento del totale), stimabile in poco più di un miliardo di euro e dalle risorse impiegate per reprimere il fenomeno da parte di forze dell’ordine e magistratura”. Queste ultime sarebbero calcolabili in circa 500 milioni di euro annui, considerando che rappresentano l’1,23% sul totale dei delitti denunciati, per reprimere i quali lo stato spende complessivamente 37,13 miliardi l’anno. Sommando le due spese, otteniamo la stima del costo sostenuto per l’applicazione della normativa proibizionista: circa 1,5 miliardi di euro l’anno.

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SETTE MILIARDI DI POSSIBILI ENTRATE FISCALI. La stima delle entrate che deriverebbero dalle imposte sulla vendita legale di cannabis sono invece state determinate calcolando il numero stimato di consumatori di cannabis in Italia ed il prezzo di mercato delle droghe leggere (vedi tabella sopra, ndr). Gli autori hanno poi ipotizzando l’applicazione di un sistema di tassazione simile a quello già applicato per i tabacchi, dove le tasse incidono circa per il 75 per cento sul prezzo di vendita. In conclusione la stima dei benefici fiscali della legalizzazione delle droghe leggere in Italia “varia dagli 8,5 ai 5,8 miliardi di euro, dei quali 574,7mila euro di risparmi di spesa per la repressione del fenomeno (verosimilmente sottostimati) e tra i 5,3 e i 7,9 miliardi di possibile gettito fiscale”.

http://www.dolcevitaonline.it/in-italia-la-legalizzazione-della-cannabis-puo-salvare-la-sanita-pubblica/

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