OLIO DI CANAPA CBD: il cannabidiolo non psicoattivo, ottimo integratore alimentare: piccoli consigli di produzione

La canapa è una pianta straordinaria nella sua complessità. Oltre ai suoi molteplici utilizzi, tessile, alimentare, edilizia, produzione di carta, materie plastiche e combustibili, ed al suo ben noto effetto psicoattivo provocato dal cannabinoide THC, questa pianta contiene almeno altri 85 composti. Quello che analizziamo oggi è il cannabidiolo, o CBD.

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Grazie alle sue importanti proprietà salutari l’utilizzo dell’olio CBD sta riscontrando sempre più interesse in Europa e nel mondo come vero e proprio integratore alimentare.

Costituito da una rilevante percentuale di cannabidiolo, la sostanza dalle innumerevoli proprietà di cui la pianta è maggiormente composta, l’olio di CBD può essere integrato alla normale dieta per favorire e proteggere il corretto funzionamento dei processi fisiologici, dal metabolismo alle difese immunitarie. L’utilizzo di questo tipo di integratore si è rivelato molto valido per attenuare stress, ansie e insonnia. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che il CBD è eccezionalmente attivo contro ceppi molto potenti di batteri, ciò significa che questo integratore alimentare agisce anche da protezione verso le innumerevoli infezioni con cui spesso si entra in contatto negli ambienti molto frequentati.

L’olio di CBD risulta essere pertanto un prodotto efficace e completo grazie alle proprietà calmanti, antinfiammatorie, analgesiche e antiossidanti del cannabidiolo. Il CBD è una delle sostanze terapeutiche presenti in natura più potenti e versatili, tanto che l’industria farmacologica impiega questo principio attivo per la produzione di medicinali destinati a malati di sclerosi multipla, epilessia, glaucoma, e diverse forme di tumore.

IL CBD IN BREVE

Il CBD è il secondo cannabinoide più importante contenuto nella Cannabis, secondo per fama solo al THC. Quest’ultimo è famoso per la sua natura psicoattiva, illegale in quasi tutto il mondo, mentre il CBD offre proprietà a sé stanti, pur rimanendo legale e non-psicoattivo. Il CBD interagisce direttamente con il sistema endocannabinoide. Questo è un sistema di comunicazione intercellulare che percorre tutto il nostro organismo, compreso il cervello, importante per la sua capacità di modulare tutte le funzioni generali del nostro corpo. Il CBD agisce legandosi ai recettori di questo sistema, influenzando le sue normali funzionalità.

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IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE

In poche parole, il sistema endocannabinoide consiste in una rete di recettori che si occupa di diverse funzioni, a seconda di come e di dove vengono attivate all’interno dell’organismo. Ci sono due principali tipi di recettori: i recettori CB1 e CB2. I primi si trovano principalmente all’interno del cervello e del sistema nervoso centrale, mentre i recettori CB2 sono parte integrante del nostro sistema immunitario. La principale funzione del sistema endocannabinoide è quella di conseguire l’omeostasi, ovvero mantenere stabile il funzionamento fisiologico di tutto l’organismo.

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CBD VS THC

Se il CBD è contenuto in tutte le varietà di Cannabis, perchè non se ne sente quasi parlare?. Questo è dovuto in gran parte al fatto che la maggior parte dei consumatori di canapa a fini ricreativi sono più interessati al cannabinoide che induce effetti psicoattivi, ovvero il THC. Per questo motivo la maggior parte degli ibridi di Cannabis creati fino a pochi anni fa non aveva come principale obiettivo quello di produrre elevate concentrazioni di CBD. Per sua natura, il CBD risulta essere la controparte del THC, calmando e rilassando gli effetti psicoattivi indotti da quest’ultimo. Ad esempio quando ci si imbatte in varietà di Cannabis con concentrazioni di THC del 10-20%, il CBD, di solito, raggiunge livelli dello 0,6-1%.

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Molti ricercatori stanno dedicando i loro sforzi nella creazione di nuove varietà, con il preciso obiettivo di ottenere elevate concentrazioni di CBD. Un esempio degno di menzione è la Royal Medic, della Royal Queen Seeds. Questa genetica contiene livelli di CBD altissimi, circa il 12%, superando quelli di THC, del 10%. Queste nuove varietà di Cannabis stanno cercando di soddisfare la domanda crescente del mercato, sempre più interessato ai potenziali benefici del CBD per la nostra salute.

CBD: IERI E OGGI

Il CBD non è un cannabinoide scoperto di recente. Fu isolato per la prima volta dagli scienziati intorno al 1940, pochi anni prima del totale proibizionismo. Oggi assistiamo ad una veloce riconsiderazione della canapa, e la crescente ricerca di cure naturali fa si che gli occhi siano prevalentemente puntati sulle sue qualità terapeutiche. Questo cambio di mentalità ha spinto molti ricercatori a condurre nuovi studi sui potenziali benefici derivanti dall’uso dei cannabinoidi.

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La consapevolezza di avere tra le mani una sostanza potenzialmente utile all’uomo ha spinto media ed informazione ad interessarsi alla canapa sotto un nuovo punto di vista. Per esempio, il Dott. Sanjay Gupta, un famoso medico statunitense che fino a pochi anni fa era dichiaratamente contrario all’uso della Cannabis, ha di recente avviato nuove indagini sul potenziale dei cannabinoidi. Nel 2013 girò un interessante documentario con l’obiettivo di esporre quelle che sono le verità occulte dietro ai trattamenti a base di CBD. Ciò è stato ulteriormente rafforzato dalla storia di Charlotte Figi, una bambina che raggiunse fama mondiale grazie alla terapia basata su un olio contenente CBD, che migliorò drasticamente le sue condizioni di salute.

COME SI PRODUCE L’OLIO DI CBD

Come primo passo è importante coltivare o utilizzare la materia prima da piante ricche di CBD. Una volta selezionata la varietà perfetta, bisogna scegliere un metodo di produzione. Nel settore della canapa ci sono svariati metodi di estrazione. Chi vuole ottenere un olio di CBD estremamente puro e pulito userà molto probabilmente un metodo diverso da quello seguito da chi punta a una produzione commerciale. I costi, la sicurezza e la potenza del prodotto dipendono fortemente dal metodo di estrazione utilizzato.

METODI DI ESTRAZIONE DELL’OLIO CBD

Estrazione con olio vettore. L’olio di semi di canapa viene utilizzato come vettore. Questa procedura di produrre olio di CBD mediante estrazione a base di olio si sta diffondendo rapidamente. E’ un metodo abbastanza semplice ed offre una buona dose di sani acidi Omega. Poiché i tricomi pieni di olio sono grossi o solubili in solvente, gli oli naturali sono estremamente efficaci per estrarre la resina carica di cannabinoidi. Un altro vantaggio è l’assenza di residui chimici potenzialmente dannosi che si depositano nell’olio di CBD quando si utilizzano altri metodi di estrazione.
Uno degli svantaggi principali dell’estrazione di CBD a base di olio è che la maggior parte degli oli vettori hanno una vita da banco limitata. Pertanto si dovrebbero produrre quantità minori per uso personale e bisognerebbe trovare il metodo ottimale d’immagazzinamento. Inoltre, è meglio se questo prodotto viene ingerito o applicato a livello topico.
Estrazione con CO2 super o subcritica: viene considerato in generale il metodo di estrazione più sicuro ed è anche il più pulito. Più scientifico e preciso di altri, il metodo di estrazione super o subcritico utilizza temperature estremamente elevate o basse per offrire un ambiente protettivo in cui i cannabinoidi vengono conservati o isolati. Dati gli aspetti di elevato controllo di questo processo, si mantiene l’integrità dei cannabinoidi (e quindi la purezza dell’olio). Inoltre, la clorofilla verde viene tolta dal prodotto finale, il che garantisce un risultato dal sapore estremamente pulito.
Questo particolare approccio può non essere l’alternativa ideale per i produttori su piccola scala. Sono necessari infatti strumenti dispendiosi e di elevata tecnicità e ci vuole tempo per perfezionarne l’utilizzo. Sebbene la qualità del prodotto sia potenzialmente la migliore, oltre alla potenza, questo metodo richiede un investimento finanziario importante e molto tempo, oltre a un’ampia sperimentazione per poter conseguire un processo perfetto.

Un’altro svantaggio del metodo supercritico può essere generato sal fatto che il calore può danneggiare i delicati terpeni, ossia gli elementi responsabili di fragranza e sapore di ogni varietà, ma anche dei benefici terapeutici, durante il processo di decarbossilazione.

Estrazione con solvente: il metodo di estrazione con solvente è l’approccio più utilizzato dai produttori di olio di CBD e THC su piccola scala, prima di tutto per i costi contenuti, la strumentazione facilmente reperibile e la semplicità del processo. Purtroppo, si tratta anche della tecnica più pericolosa. I solventi maggiormente utilizzati sono butano, alcol di cereali, alcol isopropilico, esano ed etanolo.
Ci sono molti motivi per cui è consigliabile evitare questo metodo. Prima di tutto, l’utilizzo di solventi implica sempre la possibilità di esplosione. Secondo, è difficile, se non impossibile, rimuovere completamente tutte le tracce di solvente dal prodotto finale, il che riduce la sicurezza della sostanza, e questo va ad annullare tutti gli aspetti positivi della scelta dell’olio di cannabis. Un terzo motivo per evitare la tecnica con solventi è che può distruggere parte delle cere terapeutiche contenute nella pianta, riducendone così il valore medicale dell’olio.

Possiamo pertanto dire che processi di estrazione a base di solventi non danno un prodotto pulito come con l’estrazione con CO2, per esempio. Dato che mediante solvente viene estratta anche parte della clorofilla, il prodotto finale potrebbe non avere lo stesso sapore che si ottiene con l’estrazione con CO2.

ESTRAZIONE DI OLIO DI CBD CON ALCOL DI CEREALI

Questo processo porta a una resa che va da due a quattro grammi di olio di CBD di grado medico estremamente potente, adatto a essere ingerito. Dopo alcuni accorgimenti, il processo necessario a produrre un piccolo quantitativo di olio commestibile dovrebbe durare circa un’ora, compresi i trenta minuti circa necessari per la cottura. L’alcol di cereali è il solvente con meno probabilità di lasciare impurità o residui nel prodotto finale.

Farlo in casa, materiale necessario:

30 grammi circa di cime essiccate e macinate oppure da 60 a 80 grammi circa di materiale potato o residuo macinato ed essiccato.
3,8 litri circa di solvente (alcol di cereali o altro tipo di alcol ad alta gradazione; non usate mai alcol per frizioni).
Ciotola di dimensioni medie (meglio se in vetro o ceramica).
Colino (stamigna e setaccio da cucina in acciaio inox, oppure sacchetti di mussola, sacchetti per la macerazione dei cereali o calze/gambaletti in nylon puliti).
Contenitore di raccolta.
Bollitore doppio.
Utensili da cucina (cucchiaio in legno grande, spatola in silicone, siringa in plastica per dosare e somministrare l’olio, imbuto).
Procedura:

Preparate l’area di lavoro, posizionate il materiale necessario, trovate una superficie piana e assicuratevi che sia pulita e pronta prima di cominciare.
Mettete le cime di canapa macinata nella ciotola e lasciate dello spazio per il solvente. Trovate una ciotola più grande, se necessario, prima di proseguire.
Ricoprite completamente il materiale con dell’alcol, aggiungendo 2,5 centimetri circa di solvente al di sopra del livello dello stesso.
Con il cucchiaio in legno, agitate la cannabis nel solvente per circa tre minuti.
Questo fa in modo che le ghiandole di resina si sciolgano nel solvente. Assicuratevi che la parte vegetale si completamente satura e possa espellere così la resina in essa contenuta.
Mettete il colino o un sacchetto per setacciare nel contenitore di raccolta. Versate il liquido di color verde scuro dalla ciotola al sacchetto o al colino. Filtrate completamente il liquido e versatelo nel contenitore. Massaggiate delicatamente il sacchetto per eliminare più liquido possibile.
Attenzione: a questo punto, molte persone ripetono i passaggi precedenti per estrarre quanta più resina possibile nel solvente. Questo secondo lavaggio dovrebbe eliminare la maggior parte della resina rimanente.

Versate il liquido filtrato nel doppio bollitore. Riempite il fondo dello stesso con una quantità sufficiente d’acqua. Se la soluzione alcol-resina non sta tutta nel doppio bollitore, potete poi rabboccare man mano che bollite l’olio di CBD, lavorando alla fine tutto il liquido di risciacquo.
Posizionate il doppio bollitore su una fonte di calore elevata fino a che il liquido non comincia a bollire, il che indica che l’alcol sta evaporando. Quando raggiunge la fase in cui si vedono le bolle, spegnete la fonte di calore e il calore residuo contenuto nell’acqua continuerà a scaldare la miscela, consentendo all’alcol di evaporare.
Se la miscela non fa più le bolle, riaccendete la fonte di calore, una o due volte. In genere, per l’evaporazione ci vogliono fra i quindici e i venticinque minuti.
Attenzione: la miscela dovrebbe continuare a bollire durante l’intero processo di evaporazione. Man mano che il livello di alcol diminuisce, lo faranno anche le bolle. Può essere d’aiuto mischiare ogni tanto la soluzione con la spatola di silicone, raschiando i lati del contenitore man mano che si miscela.

Non fate scaldare troppo la miscela, perché danneggerà i cannabinoidi e comprometterà potenza e sapore. Quando la miscela è ancora in movimento ma non fa più le bolle, tenete la fonte di calore bassa perché le bolle ricomincino e poi spegnete il tutto. Continuate a mischiare, per far evaporare ancora più alcol.

L’olio è pronto quando la sua consistenza è densa e simile all’aceto balsamico classico e quando non fa più bolle. Dato che si ispessisce sempre più raffreddandosi, è importante trasferire l’olio nei contenitori per la conservazione o il dosaggio, a questo punto.
Mettete delicatamente l’olio di CBD in dei piccoli contenitori o in delle siringhe di plastica. Arrivati al fondo del contenitore, sarà più difficile, il che è normale. Mettete i residui in contenitori più piccoli ed ermetici. Utilizzare in piccole dosi.
Nota bene: se si preferisce l’applicazione topica, aggiungete all’olio di CBD dell’olio d’oliva o di cocco mentre è ancora caldo. Questo ne diminuisce la potenza, aumentando le dosi disponibili, indicato per chi non ha molta esperienza in questo campo.

 

http://www.toscanapa.com/olio-di-canapa-cbd-il-cannabidiolo-non-psicoattivo-ottimo-integratore-alimentare/

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