L’Onu in difesa dei coltivatori di cannabis. Che sia la volta buona?

Un altro colpo all’antiproibizionismo ideologico? Sembrerebbe proprio di sì, dato che le Nazioni Unite hanno adottato una dichiarazione che invita unitamente tutti i Paesi a “rispettare e proteggere le necessità rurali”, puntando a “incentivare le politiche agricole che comprendono la Cannabis nelle loro strategie di sviluppo“.

La Dichiarazione sui Diritti dei Contadini e di altri Lavoratori nelle Aree Rurali ha lo scopo di spostare le discussioni relative a tematiche connesse alla Cannabis fuori da una logica superata per la quale si tratta solo di ‘approccio e forma mentis avverse alla agli aspetti narcotici’, secondo quanto riportato da un testo ufficiale FAAAT (For Alternative Approaches to Addiction), un gruppo di discussione ed approfondimento nella forma di think tank.

La Dichiarazione nello specifico, punta a guidare le politiche dello sviluppo delle Nazioni con una ricca storia nella coltivazione della Cannabis, come Marocco, Sud Africa e India dove i produttori locali sono stati tra i principali coltivatori a livello mondiale ed hanno sofferto in modo variamente sproporzionato i vari divieti e proibizioni nel contesto globale. Persino il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha dovuto riconoscere che i gruppi vulnerabili come i contadini sono quelli che più hanno sofferto di questa manifesta e mondiale disparità di trattamento.

La nota ufficiale FAAAT recita: “Il diritto a coltivare piante di Cannabis nelle aree dove la sua coltivazione è da considerarsi persino ancestrale nel tempo è riconosciuto da differenti testi internazionali che proteggono le tradizioni indigene dei popoli”.

La Dichiarazione nello specifico, punta a guidare le politiche dello sviluppo delle Nazioni con una ricca storia nella coltivazione della Cannabis, come Marocco, Sud Africa e India dove i produttori locali sono stati tra i principali coltivatori a livello mondiale ed hanno sofferto in modo variamente sproporzionato i vari divieti e proibizioni nel contesto globale. Persino il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha dovuto riconoscere che i gruppi vulnerabili come i contadini sono quelli che più hanno sofferto di questa manifesta e mondiale disparità di trattamento.

La nota ufficiale FAAAT recita: “Il diritto a coltivare piante di Cannabis nelle aree dove la sua coltivazione è da considerarsi persino ancestrale nel tempo è riconosciuto da differenti testi internazionali che proteggono le tradizioni indigene dei popoli”.

Questa Dichiarazione ONU giunge in anticipazione dei lavori che si terranno nell’ambito dellaConferenza Internazionale sulle Politiche della Cannabis che si terrà a Vienna l’8 e il 9 Dicembre. Questa Conferenza rappresenta il meeting finale globale prima della Sessione sulle politiche sulle droghe del prossimo Marzo durante il quale è in lista di discussione e definizione il Trattato sulla Canapa ed un piano d’azione 2019-2029 che sarà poi votato dalle rispettive Nazioni.

https://beleafmagazine.it/2018/10/06/lonu-in-difesa-dei-coltivatori-di-cannabis-che-sia-la-volta-buona/

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