Expo Canapa Sud: buona la prima – DolceVita

La fiera siciliana è stata letteralmente invasa dai visitatori, curiosi e nuovi imprenditori del settore; che si sono ritrovati all’interno dell’area tematica dedicata del complesso fieristico, Le Ciminiere (Catania). Una fiera nella fiera, dedicata ai molteplici utilizzi della canapa, dall’innovativo mercato della bioedilizia, fino al recente sviluppo del mercato delle infiorescenze, passando ai workshop incentrati sull’utilizzo terapeutico di questa pianta.

Noi di Dolce Vita eravamo presenti in qualità di Media Partner dell’evento. Tra gli stand espositivi particolare è stata l’affluenza e l’interesse dei visitatori per i rivenditori di infiorescenze di cannabis light.

Ripartire dalla terra e dalla canapa, quindi, e porre le basi per una rivoluzione agricola che punta al progresso e al sano vivere. La Sicilia ha risposto bene, dimostrando ancora una volta di aver sete di riscatto e consapevolezza delle proprie potenzialità.

Sorgente: Expo Canapa Sud: buona la prima – DolceVita

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Weekly Legislative Roundup 5/18/18

Federal

End Prohibition: Representatives Tom Garrett (R-VA) and Tulsi Gabbard (D-HI) have introduced bipartisan legislation, HR 1227, to exclude marijuana from the Controlled Substances Act, thus leaving states the authority to regulate the plant how best they see fit.

The “Ending Federal Marijuana Prohibition Act of 2017” eliminates federal criminal penalties for possessing and growing the plant. This legislation gives states the power and flexibility to establish their own marijuana policies free from federal interference.

Click here to e-mail your Representative and urge them to support this important legislation

Rhode Island

Senator Joshua Miller introduced legislation, SB 2895, to regulate adult use marijuana possession and provide for adult use retail sales.

The measure would allow adults 21 and older to possess up to one ounce of marijuana and cultivate up to two marijuana plants in private, and establish a tightly regulated system of licensed marijuana retail stores, cultivation facilities, and testing facilities.

RI resident? Click here to email your elected officials in support of legalization

Commonwealth of the Northern Mariana Islands

SB 20-62 seeks to legalize, tax, and regulate cannabis in the US territory of the Commonwealth of the Northern Mariana Islands.

If passed, the bill would legalize the personal use and cultivation of small amounts of marijuana for adults age 21 or older, and establish a licensing scheme for its commercial production and retail sale. The tax revenue would be used to fund the implementation of the program and other government services.

Update: SB 20-62 was approved by the Senate on 5/15.

CNMI resident? Click here to email your elected officials in support of legalization

Louisiana

HB 579 and HB 627 seek to expand the state’s nascent medical cannabis program.

The measures would expand the pool of patients eligible for medical cannabis by permitting physicians to authorize cannabis therapy to those suffering from chronic pain, post traumatic stress disorder, severe muscle spasms, autism or glaucoma.

Update: HB 579 was approved by the House on 5/16 by a 55-33 vote. HB 627 was also approved by the House on 5/16, by a 59-27 vote. Both bills now await action from Governor John Bel Edwards.

LA resident? Click here to email your Governor in support of medical expansion

New Jersey

S 10, to expand the state’s medical cannabis program. The measure would increase the number of licenses the Department of Health can issue to new providers in order to meet New Jersey’s increased patient demand.

Other provisions in the bill would protect medical cannabis patients from employment, housing, and education discrimination.

NJ resident? Click here to email your elected officials in support of medical expansion

California

AB 2069 seeks to strengthen employment rights for medical cannabis patients.

The bill would explicitly bar employers from discriminating against workers solely because of their status as a medical cannabis patient, or due to testing positive for medical marijuana use on a workplace drug test.

Update: AB 2069 was supposed to be heard by the Assembly’s Appropriations Committee on 5/16, but the hearing was postponed by the committee.

CA resident? Click here to email your elected officials in support of employment rights for patients

 

Additional Actions to Take

California

Taxes
AB 3157 seeks to temporarily reduce tax rates imposed on the retail sale and   commercial cultivation of cannabis.

 

Update: AB 3157 was supposed to be heard by the Assembly Appropriations Committee on 5/16, but the hearing was postponed by the committee.

CA resident? Click here to email your elected officials in support of lower taxes

Banking
SB 930 seeks to assist financial institutions in safely conducting transactions with licensed cannabis businesses.

Update: SB 930 will be heard by the Senate Appropriations Committee on 5/22 at 10am in the John L. Burton Hearing Room.

CA resident? Click here to email your elected officials in support of banking access

 

Sorgente: Weekly Legislative Roundup 5/18/18

Cannabis, Stabilimento militare: a giugno nuova varietà ad alto Thc. In studio olio titolato – Farmacista33

A partire dal mese di giugno potrebbe entrare in distribuzione una nuova varietà di cannabis terapeutica, la Fm-1, con un maggiore contenuto di principio attivo Thc, rispetto all’attuale Fm-2: 14-15% vs. 6%. Inoltre si lavora allo sviluppo di “un estratto in olio” di cannabis, titolato, cioè con una concentrazione nota e standardizzata di principio attivo.

Col. Antonio Medica.

A annunciarlo è il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, a margine della Prima Conferenza italiana sulla cannabis come possibile farmaco, promossa dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano per fare chiarezza su un capitolo che, secondo gli esperti intervenuti è «ancora da completare sul fronte della letteratura scientifica».
Diverse le criticità, dalla confusione che regna nella popolazione sull’uso terapeutico e ricreativo, alla necessità di aumentare la capacità produttiva (per ora 100 kg nel 2017) per rispondere alla crescita verticale del fabbisogno. Le richieste, ha affermato Medica, «arrivano da buona parte delle regioni italiane, chi più (come Piemonte ed Emilia Romagna) e chi meno. Quando non abbiamo molto prodotto cerchiamo di distribuirlo a più farmacie possibili. Nel 2017 sono aumentate le Regioni che hanno deliberato sull’uso terapeutico e anche i medici prescrittori sono cresciuti, perché aumenta anche la formazione. L’Istituto superiore di sanità per esempio ci sta coinvolgendo per la formazione a distanza a medici e farmacisti sul corretto modo di prescrivere e preparare il prodotto. Col passare del tempo si stanno affinando le conoscenze e si sta aggiustando il tiro».
Obiettivo dello Stabilimento militare è, quindi, «cercare di garantire massima disponibilità, qualità e trasparenza del prodotto per i pazienti italiani. In cantiere ci sono nuovi progetti» ha spiegato Medica alle agenzie stampa. «Dovremo arrivare a fine anno, con una gara in corso per l’ampliamento delle serre, a 150 kg annuali. In parallelo si lavora a un’ulteriore gara per raggiungere 300 kg e oltre». Inoltre, «c’è anche l’idea di sviluppare un estratto in olio titolato» aggiunge Medica. «E sempre in accordo con il ministero della Salute seguiamo l’import di cannabis da importatori diversi dall’Olanda, con annessa attività di controllo per verificare che sia conforme alle specifiche richieste».
Per il momento, ha continuato Medica, «si è conclusa una gara per l’importazione di 100 kg per il 2018, che si sommano al nostro prodotto coltivato in Italia e a quello che arriva dall’Olanda». Probabilmente, aggiunge, «lanceremo già a breve un’altra gara per un’ulteriore importazione di prodotto necessaria a coprire il fabbisogno 2019. Partiamo per tempo, dato che dobbiamo considerare i tempi di completamento dell’iter amministrativo, per arrivare al più presto ad avere un importatore individuato e selezionato».
Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze ha al momento «tre serre operative e una sperimentale» ha spiegato Medica «dovremo allestirne altre due più altri assetti produttivi entro fine anno per arrivare ai 150 kg di produttività annuale che ci siamo prefissi. Presumibilmente a giugno cominceremo a distribuire una nuova varietà, chiamata Fm-1, ad alto contenuto di Thc (14-15%). Abbiamo completato la parte sperimentale ed è pronta la documentazione necessaria per chiedere l’autorizzazione». Servono infatti l’ok dell’Agenzia italiana del farmaco per la qualità e del ministero della Salute per la distribuzione. L’attuale varietà di cannabis terapeutica prodotta in Italia, Fm-2, «contiene i principi attivi Thc (tetraidrocannabinolo) e Cbd (cannabidiolo) in un rapporto che è all’incirca 1:1,5. Cioè intorno al 6% Thc e al 9% Cbd».

Sul fronte produzione, infine, continuano «gli studi per ottimizzare il processo e abbattere i costi, per arrivare in futuro a un ulteriore abbassamento del prezzo di vendita, oggi pari a 6,88 euro al grammo più Iva e spese di spedizione, a prescindere dal contenuto di principio attivo. Per i primi mille kg, in base all’accordo con il ministero della Salute c’è un recupero di un euro sull’investimento iniziale. Quando lo avremo recuperato, si potrà abbattere il prezzo di vendita alle farmacie. Prezzo che potrà beneficiare ancora di più, se si riuscirà ulteriormente a fare economie di scala. Il nostro impegno» conclude Medica «resta garantire massima trasparenza e qualità per l’utilizzatore finale, oltre a velocizzare per quanto possibile lo sviluppo di nuove serre».(SZ)

Sorgente: Cannabis, Stabilimento militare: a giugno nuova varietà ad alto Thc. In studio olio titolato – Farmacista33

Gayle King Reveals Oprah Winfrey Smokes Marijuana

Oprah Winfrey

Oprah Winfrey is one of the richest and most powerful women in the entire world. And it turns out she may also be the richest marijuana-smoker in the world as well.

Winfrey’s best friend and CBS News anchor Gayle King went on the Ellen Degeneres Show recently, where she began discussing a conversation she had about marijuana with comedian Amy Schumer. King said that while she has never used cannabis, the same could not be said about her BFF.

Ellen Degeneres

“Oprah has also smoked a little marijuana, too. I don’t mind saying that,” King said. “I’m not telling tales out of school.”

While King was apparently totally fine revealing Winfrey’s marijuana use, she wouldn’t give any more details.

“I refuse to answer on the grounds that it may incriminate her,” King said when pressed for details. “It’s not something that happens on a regular — I’m going to change the subject.”

To be fair, Winfrey had previously admitted to using marijuana. In a 2015 interview with David Letterman, Winfrey admitted that she had smoked marijuana in the past, but hadn’t done so for 30 years. Although the fact that King says, “It’s not something that happens on a regular,” seems to possibly imply that Winfrey may not have given it up 30 years ago like she told Letterman.

Now that more states are legalizing marijuana, maybe Oprah will add cannabis to her business empire.

https://www.civilized.life/articles/gayle-king-reveals-oprah-winfrey-smokes-marijuana/?utm_source=notifications

Cannabidiol reverses attentional bias to cigarette cues in a human experimental model of tobacco withdrawal.

Cannabidiol (CBD), a non-intoxicating cannabinoid, may be a promising novel smoking cessation treatment due to its anxiolytic properties, minimal side-effects and research showing it may modify drug cue salience. We used an experimental medicine approach with dependent cigarette smokers to investigate if (1) overnight nicotine abstinence, compared with satiety, will produce greater attentional bias (AB), higher pleasantness ratings of cigarette-related stimuli and increased craving and withdrawal; (2) CBD in comparison to placebo, would attenuate AB, pleasantness of cigarette-related stimuli, craving and withdrawal and not produce any side-effects.

DESIGN:

Randomized, double-blind crossover study with a fixed satiated session followed by two overnight abstinent sessions.

SETTING:

UK laboratory.

PARTICIPANTS:

Thirty non-treatment seeking, dependent cigarette smokers recruited from the community.

INTERVENTION AND COMPARATOR:

800mg oral CBD or matched placebo (PBO) in a counterbalanced order MEASUREMENTS: AB to pictorial tobacco cues was recorded using a visual probe task and an explicit rating task. Withdrawal, craving, side-effects, heart rate and blood pressure were assessed repeatedly.

FINDINGS:

When participants received placebo, tobacco abstinence increased AB (p=.001, d =.789) compared with satiety. However, CBD reversed this effect, such that automatic AB was directed away from cigarette cues (p=.007, d= .704) and no longer differed from satiety (p=.82). Compared with placebo, CBD also reduced explicit pleasantness of cigarette images (p=.011; d=.514). Craving (Bayes Factor: 7.07) and withdrawal (Bayes Factor: 6.48) were unaffected by CBD, but greater in abstinence compared with satiety. Systolic blood pressure decreased under CBD during abstinence.

CONCLUSIONS:

A single 800mg oral dose of cannabidiol (CBD) reduced the salience and pleasantness of cigarette cues, compared with placebo, after overnight cigarette abstinence in dependent smokers. CBD did not influence tobacco craving or withdrawal or any subjectively rated side-effects

 

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29714034

The Impact of Δ9-THC on the Psychological Symptoms of Anorexia Nervosa: A Pilot Study.

Δ9-Tetrahydrocannabinol (Δ9-THC) is the active compound of Cannabis sativa with appetitestimulating properties. This study evaluated the effect of low doses of oral Δ9-THC on self-reported symptoms of patients suffering from chronic anorexia nervosa (AN).

 

METHODS:

Nine female subjects over 18 years of age participated in the study. Six were diagnosed according to DSM-IV criteria with AN restrictive type and three with active AN binge-purge type. Their mean age was 45.0±3.2 years and their BMI was 16.1±1.6 kg/M2. They completed questionnaires before and after treatment with Δ9-THC (1 mg/day for one week and 2 mg/day for three weeks). The primary outcome was improvement in the way patients perceived their eating behavior.

 

RESULTS:

Significant improvements were found in selfreported body care, sense of ineffectiveness, asceticism and depression. There were no significant changes in BMI.

 

CONCLUSIONS:

Δ9-THC may be an effective component in treating the psychological symptoms of AN.

 

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29735812

Zimbabwe says will issue cannabis licences to growers

HARARE (Reuters) Zimbabweans can now apply for licences to grow cannabis for medical and research purposes, the government has said in a legal notice, making the southern African nation the second country in Africa to legalize cultivation of the plant.

Lesotho last year announced the continent’s first license to grow cannabis legally.

Until now, it has been illegal to grow, possess or use cannabis in Zimbabwe, with offenders facing up to 12 years in jail.

Health Minister David Parirenyatwa

Health Minister David Parirenyatwa  published new regulations, seen by Reuters on Saturday, allowing individuals and companies to be licensed to cultivate marijuana, known locally as mbanje.

The five-year renewable licences will allow growers to possess, transport and sell fresh and dried cannabis as well as cannabis oil.

Applications should include plans of the growing site, quantity to be produced and sold and the production period.

A license can be refused when information has been received from a “peace officer, a competent authority or the United Nations” that an applicant was involved in the diversion of a controlled substance or precursor to an illicit market or use”, the regulations said.

“The Minister may not oblige if the issuance, renewal or amendment of the license is likely to create a risk to public health, safety or security.”

 

 

 

https://www.reuters.com/article/us-zimbabwe-marijuana/zimbabwe-says-will-issue-cannabis-licences-to-growers-idUSKBN1HZ0NS

Missouri Medical Marijuana Measures On the Move

It’s been quite a week for medical marijuana efforts in Missouri!

Last Tuesday, the Missouri House of Representatives voted 112-44 to approve a very limited medical marijuana measure. Then, on Friday and Sunday, campaigns handed in signatures for three different medical marijuana ballot measures.

New Approach Missouri and Find the Cure submitted signatures proposing constitutional ballot measures, while Missourians for Patient Care turned in petitions for a statutory measure. Next, the secretary of state will review the signatures to see if enough are valid for the measures to make Missouri’s November ballot.

Turning back to the legislature, HB 1554 would improve Missouri’s existing low-THC cannabis oil law, but it is extremely limited and flawed. If you are a Missouri resident and would like to weigh in on the measure, please urge your senator to push for the bill to be strengthened.

HB 1554 leaves behind pain patients, steering them to more dangerous opioids. It also doesn’t allow “combustible” marijuana or for patients to be assisted by caregivers. Furthermore, patients can’t qualify unless a physician certifies they would benefit from medical cannabis “at the same dosage and with the same method of smokeless administration used in a clinical trial.” Yet, the feds have stacked the deck against clinical trials, and there are very few with non-smoked cannabis. This catch-22 could deny patients the kind of cannabis they’d benefit from.

Please stay tuned for updates, and share this news with your networks in Missouri.

 

 

https://blog.mpp.org/medical-marijuana/missouri-medical-marijuana-measures-on-the-move/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+blogmpp+%28MPP+Blog%29

Vaporizzazione: studi scientifici, vantaggi e temperature – DolceVita

Il vaporizzatore è un dispositivo che ha la capacità di riscaldare il materiale vegetalesenza bruciarlo. Fondamentalmente esistono 3 modi per assumere cannabis: l’ingestione, l’inalazione e l’assunzione topica tramite oli o tinture.
Per ciò che riguarda l’inalazione, che è uno dei metodi più antichi conosciuti dall’uomo per assumere i derivati della cannabis e di altre piante, in tempi recenti si è diffusa la pratica della vaporizzazione, tramite la quale il materiale vegetale viene riscaldato ma non bruciato. Le tecniche utilizzate per ottenere questo obiettivo sono o il riscaldamento della camera adibita al contenimento del materiale vegetale, o dell’aria che vi passa attraverso.

In generale la vaporizzazione è comunemente accettata come buona pratica per ridurre i danni derivati dalla combustione, migliore efficienza nell’assunzione dei principi attivi, e per avere dosaggi affidabili.

STUDI SCIENTIFICI
Diversi studi a livello scientifico hanno analizzato le proprietà di questi strumenti, confermando le loro potenzialità.
Uno studio pilota effettuato nel 2007 dalla University of California di San Francisco e pubblicato su Clinical Pharmacology & Therapeutics ha confrontato gli effetti della vaporizzazione rispetto a quelli del fumo di uno spinello e ha scoperto che vaporizzatori potrebbero fornire gli stessi livelli di THC, riducendo la quantità di monossido di carbonio che entra in circolazione nel flusso sanguigno. Lo studio ha coinvolto 18 partecipanti e nella conclusione si può leggere che “un dispositivo per la vaporizzazione di cannabis fornisce lo stesso livello di chimica attiva a livello terapeutico e produce lo stesso effetto biologico del fumo di cannabis, ma senza le tossine nocive”.

Un altro studio pubblicato nel 2007 sull’Harm Reduction Journal dai ricercatori della University of New York di Albany e la University of Southern California ha collegato la vaporizzazione di marijuana a una diminuzione problemi respiratori. Utilizzando i dati raccolti da un sondaggio su Internet, i ricercatori hanno scoperto che coloro che di solito usano il vaporizzatore hanno segnalato meno problemi polmonari come “tosse, catarro, e senso di oppressione al petto” rispetto agli altri.

Nel 2010 i ricercatori dalla University of New York di Albany sono tornati sull’argomento ed hanno pubblicato un nuovo studio sull’International Journal of Drug Policy dopo aver dato vaporizzatori ad un campione di 20 fumatori di cannabis con problemi polmonari e hanno osservato gli effetti nell’utilizzo quotidiano. Dopo un mese i partecipanti hanno mostrato “miglioramenti significativi nella funzione polmonare” che, secondo i ricercatori, erano paragonabili a quelli riscontrabili in un fumatore di tabacco che da un mese ha smesso di fumare.

Nel 2014 per 8 pazienti affetti da dolore neuropatico cronico la vaporizzazione di cannabis ha significato la riduzione dell’intensità del dolore in media del 45%. E’ il risultato di uno studio clinico aperto in fase 1, condotto da un gruppo di ricercatori israeliani con il vaporizzatore Syqe e pubblicato sul Journal of Pain and Palliative Care Pharmacotherapy. “Lo studio – concludono i ricercatori – suggerisce il potenziale utilizzo del vaporizzatore per l’assunzione senza fumo di cannabis medica, con una bassa variazione del picco di concentrazione di THC tra i pazienti e raggiungendo gli standard farmacologici dei medicinali a inalazione”.

Un nuovo studio pubblicato su Plos One nel 2016, conferma come l’uso dei vaporizzatori sia sicuro ed efficace per i pazienti che assumono cannabis.
“Gli acidi cannabinoidici”, scrivono i ricercatori svizzeri nello studio guidato da Christian Lanz, “subiscono decarbossilazione a circa 200° C e rilasciano cannabinoidi volatili neutri, che entrano nella circolazione sistemica attraverso l’assorbimento polmonare dal vapore. La vaporizzazione non pirolitica evita la formazione di prodotti pericolosi derivati dalla combustione come catrame, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), monossido di carbonio e altre sostanze cancerogene (ad esempio benzene). Gieringer, insieme al suo team di ricercatori, ha dimostrato i vantaggi della vaporizzazione di cannabis rispetto al fumo e dimostrando che la formazione di prodotti derivati dalla combustione viene soppressa quasi completamente”.

“Pertanto”, proseguono gli autori, “l’obiettivo del presente studio è stato quello di indagare in vitro le prestazioni di 3 vaporizzatori tascabili ed uno portatile reperibili in commercio sul mercato svizzero e paragonarli al Volcano Medic® considerato come il migliore standard”. I vaporizzatori usati nello studio sono Plenty Vaporizer®, Arizer Solo®, DaVinci Vaporizer® e Vape-or-Smoke™, diversa dagli perché non riscaldata elettronicamente ma con una fiamma alimentata da gas butano, mentre sono stati utilizzati ceppi di cannabis ricchi di THC ed altri ricchi di CBD. Nel vapore dei 4 vaporizzatori elettronici sono stati trovati THC e CBD al 58.4 e 51.4%, 66.8 e 56.1%, 82.7 e 70.0% e 54.6 e 56.7% rispettivamente nel Volcano Medic®, Plenty Vaporizer®, Arizer Solo® e DaVinci Vaporizer®.

“I vaporizzatori analizzati nello studio”, si legge nelle conclusioni, “decarbossilano efficientemente i cannabinoidi acidi e rilasciano i cannabinoidi neutri nel vapore. Di conseguenza possono essere considerati come una modalità promettente per la gestione sicura ed efficiente della cannabis terapeutica e dei cannabinoidi più in generale”.

I VANTAGGI DELLA VAPORIZZAZIONE

1. Regolazione della temperatura e meno prodotti tossici
Fumando la cannabis viene bruciata a temperature che possono raggiungere i 900° C. Queste alte temperature generano una grande quantità di sottoprodotti tossici ed irritanti che dovrebbero essere evitati mentre sono proprio le basse temperature e la mancanza di pirolisi a rendere la vaporizzazione un’efficiente e salutare forma di assunzione di cannabis.
I vaporizzatori invece, a seconda del modello possono avere differenti impostazioni per quello che riguarda la temperatura e quelli con la selezione manuale di solito permettono di scegliere tra una gamma dai 40° C fino ai 230° C, temperatura a cui inizia il processo di combustione. Il THC inizia ad evaporare a temperature di 140° C ed evapora quasi interamente ai 185°, il CBD tra i 160° ed i 180°. Il CBG (cannabigerolo) invece evapora intorno ai 52° C ed il CBN intorno ai 185° C.

2. Migliore efficienza, dosi minori, maggior risparmio.
La vaporizzazione permette al consumatore di utilizzare gli stessi fiori di cannabis per più di una volta, poiché questi non vengono bruciati e ridotti in cenere dalla combustione. Per questa ragione, al raggiungimento della dose necessaria di assunzione, la stessa cannabis può essere riutilizzata per una sessione successiva.
A parità di effetti, l’utilizzo del vaporizzatore diminuisce il quantitativo necessario di materiale vegetale. Con la vaporizzazione si possono ottenere gli stessi effetti benefici dati dall’atto del fumare, ma con il vantaggio di utilizzare dosi inferiori.

3. Dosaggi affidabili.
Come succede fumando, gli effetti della vaporizzazione sono praticamente istantanei dato che i costituenti della cannabis vengono assorbiti rapidamente. Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per pazienti che cercano un sollievo immediato dai sintomi di una patologia. Se compariamo la vaporizzazione con la somministrazione orale di cannabis (es: estratti o prodotti edibili), la titolazione o dosaggio è più semplice. L’utente può infatti fermarsi non appena nota il raggiungimento della dose cercata.

4. Miglioramento della funzione polmonare.
Come raccontato dallo studio del 2010 pubblicato sull’International Journal of Drug Policy, i vaporizzatori hanno dimostrato come questa via di somministrazione sia efficace nel diminuire la sintomatologia respiratoria. L’uso di vaporizzatori si è dimostrato efficace nel ridurre tosse, catarro e senso di oppressione al petto ed ha dimostrato incidere sui valori di funzionalità respiratoria in senso migliorativo in meno di un mese.

SCEGLIERE UN VAPORIZZATORE
In commercio ci sono varie marche e modelli di vaporizzatori, e scegliere quello giusto può diventare una scelta complicata.

1. Conduzione o convezione?
Nel caso di un vaporizzatore, il termine conduzione sta a significare che il materiale vegetale viene inserito in una camera di riscaldamento e portato ad alte temperature. Nei vaporizzatori a convezione l’elemento riscaldante è posizionato al di e sul mercato di possono trovare anche vaporizzatori ibridi. In generale il metodo a convezione è preferito da molti per i fiori, poiché non brucia il materiale. In un vaporizzatore a conduzione, la fonte di calore è in contatto diretto con la cannabis e ciò significa che si riscalda più velocemente. I vaporizzatori a conduzione sono stati i primi sul mercato. Sono spesso meno costosi e possono essere più facili da usare mentre quelli a convezione sono considerati più efficienti e producono una migliore qualità del vapore.

2. Impostazioni della temperatura.
Sul mercato è possibile reperire modelli con regolazione di temperatura sia fissa che variabile. I secondi solitamente sono i più costosi, ma permettono anche un controllo migliore della temperatura e, quindi, del punto di calore per raggiungere il fitocomposto cercato. Questa opzione è pertanto consigliata quando si acquista un vaporizzatore per scopi terapeutici.

3. Erbe, estratti ed e-liquids.
La maggior parte dei vaporizzatori sono stati sviluppati per l’uso con piante ed erbe aromatiche, ma la recente popolarità di estratti ed e-liquids hanno spinto i produttori di vaporizzatori ad incorporare nuove caratteristiche ai loro prodotti. Nuovi modelli dispongono di contenitori, maglie e tamponi di cotone disegnati per impiegare estratti nei vaporizzatori. Alcuni modelli dispongono inoltre di parti intercambiabili a seconda della tipologia di cannabis (estratto o infiorescenze) che si desidera consumare.

Sorgente: Vaporizzazione: studi scientifici, vantaggi e temperature – DolceVita