NOTIZIE ENORME: LA SCLEROSI MULTIPLA È UNA MALATTIA METABOLICA

I ricercatori hanno pensato che la colpa è del sistema immunitario, ma nessuno è stato stato in grado di spiegare ciò che innesca l’insorgenza della malattia. l’hanno legato ai geni, la dieta, gli agenti patogeni, e carenza di vitamina D, ma l’evidenza di questi fattori di rischio sono stranamente incoerenti e spesso contraddittori. Questo vanifica i ricercatori nella loro ricerca di un trattamento efficace.

ACHILLE DAGA·LUNEDÌ 18 APRILE 2016

https://nicolagriffith.com/2011/12/…
Nell’ultimo numero della Quarterly Review of Biology (Vol 86 Numero 4, dicembre 2011), in un articolo intitolato “La sclerosi multipla non è una malattia del sistema immunitario,” Dott Angelique Corthals sostiene che la sclerosi multipla (SM) non è una malattia del sistema immunitario: è causato dal metabolismo lipidico difettoso.
Il compendio molto di base della carta: guardando MS come un disordine metabolico aiuta a spiega molti aspetti sconcertanti della malattia. casi MS sono in aumento come conseguenza diretta di una dieta ad alto tenore di zucchero, high-grassi animali. MS è simile in molti modi per l’aterosclerosi.
Questo non è un miglioramento incrementale di ciò che è noto circa SM, è un cambiamento di paradigma. Alla fine cambierà il modo di MS è capito, ricercato, e trattata.
Full disclosure: Angelique è un mio buon amico. Ho visto ogni bozza di questo documento. Non è ricerca originale. Si tratta di una panoramica di ciò che è noto per essere conosciuto. Ci vuole ciò che è stato studiato, esaminato e replicato e ricompone in qualcosa di nuovo: un puzzle in cui, per la prima volta, tutti i pezzi si incastrano. Non ci sono pezzi lasciati fuori, nessuno martellato con la forza bruta. È elegante, pulito, e ha un senso completo e totale.
A un certo punto presto scriverò su come questo mi fa sentire. Ma oggi voglio darvi l’essenza della carta senza editorialising. (Tutti gli errori sono miei; illustrazione elegante e citazioni dirette sono da Angelique.)

 

QUELLO CHE IL GIORNALE DICE

La professione medica ha creduto per lungo tempo che MS è una malattia in cui le difese immunitarie del corpo attaccano tessuti nervosi nel sistema nervoso centrale. [Per una panoramica di cambiare saggezza medica, vedi The Incredible Journey , la cortesia Rocky Mountain MS Center.] Caratteristica principale della malattia è l’infiammazione, quindi cicatrici, di tessuto chiamato mielina, che isola il cervello e il midollo spinale. Nel corso del tempo questo può portare a cicatrici profonde danni neurone.
I ricercatori hanno pensato che la colpa è con un sistema immunitario in fuga, ma nessuno è stato stato in grado di spiegare ciò che innesca l’insorgenza della malattia.Hanno legati geni, la dieta, gli agenti patogeni, e carenza di vitamina D a MS, ma evidenza di questi fattori di rischio è stranamente incoerente e spesso contraddittorie.Questo vanifica i ricercatori nella loro ricerca di un trattamento efficace.
“Ogni volta che un fattore di rischio genetico mostra un significativo aumento della SM in una popolazione, è stato trovato per essere irrilevante in un altro. Gli agenti patogeni come il virus di Epstein-Barr sono stati implicati, ma questo non spiega il motivo per cui popolazioni geneticamente simili con carichi di agenti patogeni simili hanno drasticamente diversi tassi di malattia. La ricerca per MS attiva nel contesto dell’autoimmunità semplicemente non ha portato ad alcuna conclusione unificanti circa l’eziologia della malattia. “
Capire come MS metabolica di origine piuttosto che autoimmune inizia a portare la malattia e le sue cause a fuoco. “Il nuovo approccio spiega sia il recente aumento dell’incidenza e tutti gli aspetti patologici, genetici e ambientali della malattia.”
In altre parole, questa nuova comprensione della SM potrà finalmente permettere di trovare un trattamento efficace, compreso il trattamento preventivo.

IL LIPID IPOTESI

 L’eziologia della sclerosi multipla:
Corthals ritiene che la causa principale della sclerosi multipla possono essere ricondotti a fattori di trascrizione nei nuclei delle cellule che controllano l’assorbimento, la ripartizione, e il rilascio di lipidi (grassi e composti simili) in tutto il corpo. Quando viene interrotta la funzione di lipidi metabolizzazione di questi recettori, conosciuto come proliferator-activated receptors perossisomi (PPARs),, può causare l’accumulo di lipidi tossici noti come LDL ossidate, che si formano placche sulle tessuti colpiti. L’accumulo di placca innesca una reazione immunitaria, in parte regolata anche dai PPARs. Con un controllo dell’infiammazione fallito e l’accumulo di oxLDL, la risposta immunitaria impazzisce e le placche tossiche porta alla cicatrizzazione del tessuto. Il meccanismo è essenzialmente lo stesso come l’aterosclerosi, il cui non PPARs ‘in cellule cardiache porta ad infiammazione e una risposta immunitaria in arterie coronarie. “Quando il metabolismo dei lipidi nelle arterie non riesce, si ottiene l’aterosclerosi. Quando succede nel sistema nervoso centrale, si ottiene MS. “
Ci sono diversi fattori di rischio per la ridotta funzione PPAR, tra cui:
  • una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e carboidrati
  • predisposizione genetica
  • fattori ambientali (come la scarsa esposizione alla luce solare o fonti di vitamina D)
Se i PPARs e l’interruzione dei lipidi omeostasi sono il colpevole nella SM, che spiegherebbe perché le statine, che sono usati per trattare il colesterolo alto, hanno mostrato risultati promettenti come trattamento di MS. Sarebbe anche spiegare perché i casi della malattia sono stati in aumento negli ultimi decenni. “In generale le persone stanno aumentando la loro assunzione di zuccheri e grassi animali, che spesso porta a colesterolo alto LDL. Così ci si aspetterebbe di vedere più alti tassi di malattie legate a malattie cardiache metabolismo lipidico, come e, in questo caso, MS. “
Essa getta luce anche sul link di vitamina D. La vitamina D aiuta ad abbassare il colesterolo LDL, quindi ha senso che la carenza di vitamina D aumenta la probabilità della malattia, specialmente nel contesto di un /-carboidrati ad alto dieta ricca di grassi.
L’ipotesi lipidica spiega anche le prove inconsistenti per i trigger MS. In molti casi, Corthals dice, avente solo uno dei fattori di rischio per ridotta funzione PPAR non è sufficiente per innescare un crollo del metabolismo lipidico. Ma più di un fattore di rischio potrebbe causare problemi. Ad esempio, un sistema PPAR geneticamente indebolito da sola non potrebbe causare la malattia, ma combinandolo con una scarsa lattina dieta. In queste condizioni, il corpo è “innescato” per l’insorgenza della malattia, che viene poi attivato sia da un agente patogeno (può essere qualsiasi) o traumi, o anche lo stress.
Infine, l’ipotesi lipidica spiega anche il motivo per cui la SM è più frequente nelle donne.
“Uomini e donne metabolizzano i grassi in modo diverso. Negli uomini, i problemi dei PPARs hanno più probabilità di verificarsi nel tessuto vascolare, che è il motivo per cui l’aterosclerosi è più frequente negli uomini. Ma a causa del modo donne metabolizzano grasso in modo diverso in relazione al loro ruolo riproduttivo, il loro metabolismo lipidico è più probabile che influenzare la produzione di mielina e del sistema nervoso centrale, che porta alla equivalente neurologica di aterosclerosi. MS è più prevalente nelle donne, così come l’aterosclerosi è più frequente negli uomini, ma questo quadro esclude nessuno dei due sessi di sviluppare l’altra malattia. “
Molto più ricerca è necessaria per comprendere appieno il ruolo dei PPARs nella SM, ma la Corthals spera che questa nuova comprensione della malattia potrebbe portare a nuovi trattamenti e le misure di prevenzione: “. Questo nuovo quadro fa una cura per la SM più vicino che mai”
E questo, caro lettore, è la parola magica: cura. Per la prima volta, mai, penso che ci potrebbe un giorno essere uno. Ancora meglio, potremmo essere in grado di prevenire la sclerosi multipla.

Treating Pediatric Epilepsy with Medical Cannabis: A Brief History

There has been a relatively recent surge of interest in using medical cannabis to treat pediatric epilepsy, which has created a firestorm between U.S. lawmakers and parents and caregivers, who are demanding access for their children. But the promise of cannabis treatment for epilepsy is nothing new – in fact, using cannabis to treat pediatric epilepsy was first brought to light thousands of years ago. Reflecting on this history may help understand the situation we’ve ended up in today.

Medical cannabis in ancient times

Cannabis was first used for medicinal purposes in China around 2700 BCE. Following suit, people in the Middle East, India, and Egypt also began incorporating cannabis into medical remedies. However, an Arabic physician named al-Mayusi is first credited with advocating for the use of cannabis to treat epilepsy in the 11th century.

East to West

Sir William Brooke O’Shaughnessy, considered the founder of medicinal marijuana, brought cannabis to Europe in the 19th century following his studies in India. He published a case report of a 40-day-old infant who he successfully treated with a cannabis tincture.

Following O’Shaughnessy’s findings, Sir William Gowers and Sir John Russel Reynolds treated epilepsy patients with cannabis as an adjunctive treatment to bromide, an anticonvulsant used at the time.

By the 20th century, cannabis had made its way to North America, and, in the 1930s and 1940s, researchers began studying cannabis compounds and isolating them for pharmaceuticals. However, in 1970, the US Controlled Substance Act prohibited cannabis use and production in response to a troubled sociocultural climate. So while science was making breakthroughs in understanding the molecular structure of cannabis compounds, those who could potentially benefit from the drug were prohibited from taking it.

However, science persisted, and a few clinical trials were conducted to test the safety and efficacy of cannabis for epilepsy. Sidney Cohen published the first study on cannabis and epilepsy in 1976.

Where we stand today

In the 1990s, researchers discovered how cannabis receptors work in the brain, a tremendous advancement in our understanding of how cannabis can be used to treat epilepsy. Additional research also showed that cannabidiol (CBD) was effective in reducing seizures in animal models as well as in human clinical trials.

But now it’s 2017, nearly 30 thirty years later. As a fallout from the infamous Drug War, medical cannabis use remains prohibited in many U.S. states; even in states where medical cannabis is legal, there are different rules and regulations that may limit access to the drug.

We are closer than ever to getting a clinically proven cannabis treatment approved by the FDA — which is its own potential controversy — but at least there are now several trials underway testing the effects of cannabis on pediatric epilepsy.

A doctor’s tools of the trade. Photo Credit: Andrew Malone
Fighting for their children
For some parents and caretakers, waiting a year or several years until drugs are FDA-approved is simply not good enough for their children who need help right now. Several anecdotal stories have emerged in the media in which parents and caretakers have traveled thousands of miles and risked legal consequences to obtain medical cannabis for their children.

A recent statement from the American Epilepsy Society (AES) offers the following for parents and caregivers: “The anecdotal reports of positive effects of the marijuana derivative CBD for some individuals with treatment-resistant epilepsy give reason for hope. However, we must remember that anecdotal reports alone are not sufficient to support treatment decisions…AES urges all people touched by epilepsy to consult with an epilepsy specialist and explore the many existing treatment options, so that they can make informed decisions with their specialist that weighs the risks and benefits of the different treatment options.”

Hopefully, in a year or two, we will realize a future of cannabis and pediatric epilepsy following the approval of new, cannabinoid-based therapies.

https://www.ganjapreneur.com/treating-pediatric-epilepsy-with-medical-cannabis-a-brief-history/

5 Diseases Marijuana Treats Better Than Prescription Drugs

We can all pretty much agree at this point that big pharama isn’t interested in curing people but interested in making money and having more customers. Our goal is to educated the world on the many great benefits marijuana has to offer. Here is a list of 5 diseases marijuana will actually treat more efficiently then the poison made by big pharma.

1. Epilepsy – The side effects of commonly prescribed epilepsy medications are enough to cause concern and seek alternative treatment in and of themselves.

Loss of appetite, exhaustion and depression are all related to popular prescription drugs like Clonazepam, Felbamate, Phenobarbital, Primidone and Tiagabine.

New studies are even revealing links between these prescriptions and psychoses. Marijuana however, can increase deteriorating appetites and aid restless users.

Also, depression is one of the commonly treated conditions marijuana  is known to enhance, so there’s lesser fear of increased risks.

2. Cancer – Not only does marijuana actually kill cancer cells, it inhibits the growth of cancerous tumors from the start. Cannabinoids actively attack these diseased cells, protecting users from experiencing more and more complications due to the illness.

Research has discovered that marijuana can actually deactivate the gene responsible for metastasizing cells into cancer, effectively ending the need for harsh radiation or chemotherapy treatments.

While marijuana might not be an end-all solution to cancer, scientists are positive its proactive properties slow and deteriorate any abnormal growths.

3. ADHD/ADD – The treatments for ADHD and ADD are extremely addictive and habit forming. The chances of prescription drug abuse are much higher than most other medical treatments.

Methamphetamines like Adderall, Ritalin and Vyvanse are dosed out to help quell the added stimulation and increase attention spans.

Adderall and Ritalin are commonly sold on the street as alternative forms of speed. If users do not truly need the medication, it gives them a jolt of energy that can last anywhere from six to eight hours.

Aside from the potential for abuse, these stimulant drugs have shown an increased risk of psychosis, including hallucinations. Marijuana can help to free up excess dopamine that causes the brain to be overstimulated, resulting in the ADHD/ADD diagnosis, without any harmful side effects or the potential for abuse.

4. Multiple Sclerosis (MS) – Prescription drugs used to treat multiple sclerosis are increasingly dangerous. The Food and Drug Administration (FDA) released a statement to patients using the drug Gilenya, stating that the medication led to a substantially increased risk of brain infection.

The problem with many MS treatments is they are designed to block white blood cells from attacking nerves. Normally, white blood cells protect the body from infection and disease.

When they are being blocked by these prescription drugs, they leave users at a much higher risk of developing serious illnesses that could ultimately cause more damage than the MS.

A 50/50 mixture of CBD and THC extracts has been approved in the UK and more than 20 other countries as a safer, more effective treatment of the spasticity and pain associated with MS.

5. Fibromyalgia (FM) – Marijuana has been found to be more effective at relieving Fibromyalgia symptoms than all of the leading prescription drugs.

In a study conducted by The National Pain Foundation and NationalPainReport.com, 1,300 FM patients were asked about their medical treatments. 379 participants admitted to using Marijuana therapy, and of that 379, 62% said the medication was “very effective” at reducing symptoms.

Compare that to the 10% of “very effective” results from Lyrica and Savella, and just 8% from Cymbalta.

Sorgente: 5 Diseases Marijuana Treats Better Than Prescription Drugs

6 Amazing Ways Marijuana Affects Your Body

 

1. Marijuana Modulates Neurotransmitters – Chemicals in your brain called neurotransmitters help brain cells (neurons) communicate with each other. Compounds in the marijuana plant engage these neurotransmitters and alter the chemical signaling in your brain.

Psychoactive THC impacts several different neurotransmitters in the brain. However, it’s most famous for producing a spike in feel-good chemical dopamine. Dopamine is responsible for focus, attention, pleasure, pain, and reward.

Non-psychoactive Cannabidiol (CBD) works a bit differently. It modulates the release of a variety of different neurotransmitters. When you have a little too much of something, it can calm the brain down. If you’re too low, it can restore balance and lift your mood.

 

2. Marijuana affects your blood pressure – THC is a vasodilator. This means that it opens up your blood vessels and allows more blood flow. In doing this, it lowers your blood pressure. In fact, this is why you often get red eyes when you consume the herb.

Blood vessels in your eyes have opened up, allowing more blood to flow into the area. This can be highly beneficial for anyone with eye pressure troubles, like glaucoma patients.

3. Sexual under performance in men is possible – In men, marijuana use is associated with delay or trouble with orgasm. This may also be partly caused by the interaction between marijuana compound and male sex hormones like testosterone.

Some animal research has shown that testosterone spikes and dips while you’re high and then returns to normal later on.

Similarly to women, there are many things that can throw male sex hormones out of wack. Maintaining a healthy diet and lifestyle can help ensure that you have the right hormonal balance for you prior to the effects of marijuana.

It’s also important to not that there are a lot of men out there who fully enjoy weed-induced sex. Just make sure not to smoke so much you wind up stuck on the sofa.

 

4. Marijuana heightens your senses – After consuming a little herb, have you noticed that colors look a little brighter? That the smell of food became a little more irresistible? The same blood pressure effects trigger pupil dilation, which makes colors seem a little more vivid than usual.

Animal studies have also shown that THC stimulates the olfactory bulb. This is the scent sensing area of the brain. In mice, these enhanced smelling powers led them directly to food. So, expect heightened visceral awareness from the psychoactive herb.

5. Marijuana makes you really love eating – Ever wonder where the munchies come from? THC binds to the same location as compounds that control appetite and metabolism. When you take in THC, it kicks your metabolism into overdrive.

It jump starts the production of the hunger hormone ghrelin and another hormone called leptin. Incidentally, leptin is responsible for telling your brain when to stop storing calories as fat.

At the same time, the dopamine spike from marijuana makes eating feel absolutely awesome. Dopamine is already released when we eat, but marijuana enhances the whole experience. This makes food taste awesome and wonderful to eat.

6. Marijuana increases your heart rate – Doctors often advise against using marijuana if you have a heart condition. The herb increases your heart rate for up to 3 hours after consumption. Cannabis increases heart rate a little more than sex, and about as much as strenuous exercises. But, speeding up your heart when your blood pressure is lowered can make for a bad time.

Though the plant has not caused any deaths to date, it is thought that your risk of heart attack increases when you consume marijuana. So, be mindful of heart complications when you toke up.

Marijuana is an amazing herb with ample therapeutic potential. These 7 facts are far from a complete representation of the plant.

Yet, for those who are a little canna-curious or are trying to make sense of your experiences, these are the most basic things you need to know.

Sorgente: 6 Amazing Ways Marijuana Affects Your Body

Sessions’ DOJ Reviewing Marijuana Enforcement Policies, Governors…

 

  • United States Attorney General Jeff “Marijuana Consumers Aren’t Good People” Sessions has issued a formal memorandum calling on members of the Justice Department’s Task Force on Crime Reduction and Public Safety to “undertake a review of existing policies,” including federal enforcement policies with regard to cannabis.

 

The memo was sent on April 5 to 94 U.S. Attorney’s Offices and Department of Justice component heads.

  • The Attorney General has requested a report back from task force members by no later than July 27th. You can read the full memo here.The release of this memorandum provides us with a general time frame during which to expect any formal announcements from the new administration with regard to addressing marijuana policy — specifically whether the Justice Department will respect state legalization laws.

    In the interim, members of Congress can remove all of the bite from Jeff Sessions’ bark by approving the bipartisan Respect State Marijuana Laws Act, which prevents the federal government from criminally prosecuting individuals and/or businesses who are engaging in state-sanctioned activities specific to the possession, use, production, and distribution of marijuana.

    Speaking recently before Congress, Attorney General Sessions said that his job is to enforce federal law. Let’s change federal law to ensure that our reform victories remain in place, and so that we can build upon these victories in the future.

    CLICK HERE TO CONTACT YOUR REPRESENTATIVE IN SUPPORT OF RESPECTING STATE MARIJUANA LAWS.

    But while the Justice Department contemplates its next move, state politicians are taking action. In recent days, Washington Gov. Jay Inslee (D), Colorado Gov. John Hickenlooper (D), Oregon Gov. Kate Brown (D) and Alaska Gov. Bill Walker (I) issued a letter to the new U.S. Attorney General and to Secretary of Treasury Mnuchin calling on them to uphold the Obama Administration’s largely ‘hands off’ policies toward marijuana legalization, as outlined in the Cole Memo.

    “Overhauling the Cole Memo is sure to produce unintended and harmful consequences,” the governors wrote. “Changes that hurt the regulated market would divert existing marijuana product into the black market and increase dangerous activity in both our states and our neighboring states.”

    Political and social change rarely comes from the top on down, it comes from the bottom up. That is why it is imperative for you to not only contact your federal officials in support of changing policy, but also to continue to push for change at the local and state level.

    Click HERE to view pending federal and state legislation and easily contact your elected officials in support of them.

    Click HERE to find a local NORML chapter in your area and get involved. NORML Kansas City this week successfully placed marijuana decriminalization on their municipal ballot and saw it pass with 71% support. This is the kind of positive change a group of committed volunteer citizens can bring to their communities.

    A people united will never be defeated and together we WILL end marijuana prohibition nationwide.

    2 Responses to “Sessions’ DOJ Reviewing Marijuana Enforcement Policies, Governors Fight Back”

    1. Frederick Oppido says:

      We need the courage of our elected officials to undo the travesty known as the War on Drugs that has been unleashed on the American people. It is time to end a policy whose very foundation is based on lies, fear, intimidation, and deceit not scientific credibility. How many more lives will be destroyed for the Crime of Feeling Good? The Crimes Against Humanity that have been unleashed on the American people are no closer to achieving their goals than when this Draconian policy became the law nearly 80 some years ago. It is time for our elected officials to step up and put an end to this American nightmare.
      The only solution is for sensible legislation that ends criminal penalties for the personal or medical use of cannabis where no crimes are committed. Legalize, Regulate, Tax it just like Alcohol and allow citizens the right to make their own decisions in regards too consumption.

    2. Julian says:

      Indeed: how about legalize marijuana worldwide:
      http://www.marijuana.com/blog/news/2017/04/new-study-mexican-children-fighting-refractory-epilepsy-with-cbd/

      How ironic that Mexico is importing marijuana from Colorado for their case studies on epilepsy. The Government farm in Mississipi and cartel brick weed have become obsolete as the quality state legal supply from Colorado and soon California floods the market…
      …unless of course youre Dr Sue Sisley who has been fighting to clear the legal hurdles to provide FDA approved cannabis to veterans with PTSD:

      http://www.marijuana.com/blog/news/2017/04/mississippis-marijuana-director-defends-cannabis-research-program/

      Sisley has to use the governments “medical” marijuana to comply with Federal law even though it fails a lead test, a mold and a yeast test.

      Perhaps Sessions is kicking the can to US attorneys in July to see if the Rorhabacher-Farr amendment gets renewed this month: or for FDA approval of synthetic marijuana to pay Congress? …or maybe its because he admits keeping the Cole memo is the only option the DOJ can afford regardless?

      Either way, this Disadministration needs to get their message straight.

      Take the recent blunder by the TSA for example:
      http://www.marijuana.com/blog/news/2017/04/tsa-speaks-on-this-mornings-medical-marijuana-confusion/

      They posted it was legal to carry weed on carry-on yesterday then abruptly took it off, said “NO” to marijuana on carry-on or checked-in luggage, then told Duke London at Marijuana.com that they “have no regulations on marijuana.” (Right… Which is why you have marijuana regulations written on the TSA website? …)
      For the Love of all that is GREEN and HOLY! Call and write Congress to DO their JOB, stop this insanity and pass the Respect State Marijuana Laws ACT.

 http://blog.norml.org/2017/04/06/sessions-doj-reviewing-marijuana-enforcement-governors-fight-back/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+NORMLBlog+%28NORML+Blog%29

INTEGRAZIONE CON CANAPA SATIVA INDUSTRIALE (ALIMENTARE) NEI PROTOCOLLI ONCOLOGICI.

la #cannabis,risulta a tutt’oggi,essere uno dei fitoterapici ad azione chemioterapica e antineoplastica naturale piu’potenti in assoluto.esplica varie azioni che possiamo sintetizzare come segue:

1-antiangiogenesi
2-anticarcinogena
3-citotossica selettiva
4-apoptotica
5-antiproliferativa
6-antimetastatica
7-ipoglicemizzante
8-anti-ipossia
9-antivirale
10-antibatterica
11-immunostimolante e immunosoppressiva (azione duale svolta da alcune singole sostanze,innalzando la concentrazione delle quali,prevale una o l’altra azione)
12-antimicotica
14-stimola la produzione di cellule NK (natural killer)
15-sedativa
16-tonica
17-antidolorifica
18-analgesica
19-anti-colesterolo cattivo
20-antiossidante
ecc ecc.


i principali componenti ad esplicare le azioni terapeutiche sono il #thc,(responsabile anche dell’effetto psicoattivo-psicotropo),i #cbd,(che svolgono attivita’sinergica per certi azioni specialmente antineoplastiche e antibiotiche,ma anche di contrasto,come nel caso dell’effetto mentale provocato dal thc,in parte azzerato dai cbd),e i #terpeni,presenti negli olii essenziali di molte piante,spezie e in alcuni frutti (guarda caso dalla spiccata azione antitumorale).
a seconda delle due varieta’principali,la #indica e la #sativa,e in base al luogo di coltivazione e ad altri fattori quali esposizione alla luce solare ecc,la concentrazione delle tre categorie di componenti principali della cannabis,subisce notevoli cambiamenti.

la indica,e’solitamente piu’ricca in thc e piu’povera in cbd,viceversa,la sativa,anche se ultimamente,grazie alle moderne tecniche di incrocio,si hanno varieta’dalle caratteristiche miste e non piu’distinguibili come la botanica imporrebbe.mi sto riferendo alle varieta’medicinali (bedrocan,bediol,bedica,bedrolite,bedrobinol),che richiedono ricetta medica,ma esiste ancora una netta differenza tra le varieta’utilizzate a livello terapeutico e quelle impiegate nell’industria tessile,alimentare e cosmetica.queste ultime,sono definite varieta’sativa industriale,e per legge,la loro concentrazione di thc,non deve superare un limite ben preciso,che solitamente si attesta attorno allo 0.2%;tanto per fare un paragone,la varieta’medicinale a piu’alto tenore di thc (bedrocan),ha concentrazioni vicine al 22% di thc.sappiamo che il thc,svolge le principali azioni terapeutiche ascritte alla cannabis,tuttavia lo fa meglio se abbinato ai cbd (effetto entourage),coi quali agisce in parte in sinergia come visto,nell’esplicare azioni antineoplastiche,alcune delle quali tipiche proprio dei cbd.or bene,la legge non impone vincoli alla concentrazione di cbd nelle varieta’industriali,poiche’non sono psicoattivi (o meglio,sono leggermente euforizzanti e sadativi).anche sul terreno terpenico la legge non pone obblighi da rispettare,e anche i terpeni esplicano azioni antitumorali degnissime di nota!


come potete vedere dall’analisi del terreno terpenico dell’olio essenziale,ottenuto da fiori della varieta’fotografata (#futura75) di #canapa sativa,la concentrazione di alcuni terpeni terapeutici e’assai apprezzabile.
la canapa sativa,(varieta futura75),contiene #myrcene,presente anche nel mango,nella verbena e nell’erba cipollina.svolge azioni quali quella antimicrobica,antisettica,analgesica,antinfiammatoria,antiossidante,antitumorale (blocca l’azione dei citocromi,le aflatossine-B ed altri promutageni imolicati nella carcinogenesi).il #mircene e’un valido antidepressivo,e agendo sulla permeabilita’della membrana cellulare,permette al thc di raggiungere prima le cellule cerebrali,potenziandone gli effetti.il mircene e’contenuto sia nella varieta’medicinale bedica (indica al 14% di thc),che nella bedrolite (thc basso).proseguendo nell’analisi del terreno terpenico della canapa industriale,troviamo il
#caryophillene,dal tipico odore di limone e balsamo,terpene che ricercano i cani antidroga delle varie unita’cinofile della GDF nell’annusare persone,indumenti e oggetti al vaglio della loro analisi olfattiva.il #cariofillene e’antinfiammatorio,degno di apprezzabili proprieta’antalgiche e anch’esso antitumorale!!
il #terpinolene,e’antinfiammatorio,antiossidante e antiproliferativo.esplica azione sedativa.
l’#humulene,che rappresenta ben il 40% dell’olio essenziale di luppolo,e’un ottimo antinfiammatorio.
e veniamo al #limonene,terpene candidato ad una varieta’infinita di applicazioni terapeutiche,dalla cura dell’aids a quella del cancro.il limonene,incrementa i livelli epatici implicati nella neutralizzazione dei metaboliti cancerogeni e promuove l’enzima #glutation-s-tranferasi,potente detossicante e chelante,preposto all’eliminazione dei metaboliti tossici e cancerogeni.distrugge le cellule tumorali.gli spray al limonene sono utilizzati contro la depressione.anch’esso,come il mircene,agisce aumentando la permeabilita’della membrana cellulare,permettendo al poco o tanto thc presente nella varieta’,di poter raggiunger prima il cervello.
ovviamente nella cannabis medicinale,vi sono ben oltre 15 terpeni ad azione antitumorale,ma anche il terreno terpenico della varieta’industriale e’interessante.
i cbd,si sono dimostrati in grado di esplicare i seguenti effetti:analgesico,antidiabetico-ipoglicemizzante,antiepilettico,antimicrobico,antibiotico,ansiolitico,tonico,sedativo,antispastico,antinfiammatorio,immunosoppressivo,neuroprotettivo,vasodilatatore,antiproliferativo e proapototico in sinergia al thc e ai terpeni.
il costo delle varieta’industriali di canapa,e’risibile se confrontato alle cugine medicinali,e si possono acquistare liberamente,senza ricetta medica,presso i canapai (nel caso della varieta’illustrata in foto,”azienda canapa delle marche”di Matteo Venturini,n.tel 328 8181791),o presso alcune erboristerie quali “l’arcobaleno”di schio di vc,della dottoressa Cristina Gentilin.
specifico che entrambi spediscono i prodotti su tutto il territorio nazionale.
la canapa industriale puo’esser fumata,utilizzata per prepararne tisane,oleoliti,tinture madri,e pietanze.mangiando canapa industriale,si convertono i cbd in thc a livello intestinale,particolare degnissimo di nota!!inoltre,anche la preparazione di oleoliti e resine puo’permettere di estrarre percentuali piu’ alte di thc,rispetto quelle indicate sulla confezione.
laddove i costi elevati delle varieta’medicinali,fossero proibitivi per alcuni malati,la canapa industriale (fiori e/o oleoliti o olio essenziale prodotti con essa),rimane un valido ripiego,come testimoniano i documenti del secolo scorso relativi all’opera del farmacista carlo erba.e’consigliabile sinergizzarne l’azione a quella di altri chemioterapici naturali quali:curcuma,whitania somnifera,aloe,mirra,liquerizia,noce moscata

MOLTO INTERESSANTE PER LA SCLEROSI MILTIPLA ! Dalla California terapia innovativa per frenare i danni all’intestino …….

INTESTINO NEUROGENO E SCLEROSI MULTIPLA – I NEUROLOGI NON NE PARLANO, PERCHÈ? PREFERISCONO I FARMACI ……
https://www.facebook.com/notes/achille-daga/intestino-neurogeno-e-sclerosi-multipla-i-neurologi-non-ne-parlano-perch%C3%A8-prefer/426534357455494

 

Può partire dall’intestino una difesa contro la Sclerosi multipla ……….. E I NEUROLOGI NON CURANO L’INTESTINO NEUROGENO !
https://www.facebook.com/notes/achille-daga/pu%C3%B2-partire-dallintestino-una-difesa-contro-la-sclerosi-multipla-e-i-neurologi-n/578782995563962

E’ proprio un intestino danneggiato una della cause delle cosi dette MALATTIE AUTOIMMUNI, Perchè le pareti intestinali si assottigliano ?

Dalla California terapia innovativa per frenare i danni all’intestino
Il nuovo farmaco, chiamato RPC1063, sembra in grado di “imprigionare” i linfociti che, per errore, innescano la malattia

I buoni risultati ottenuti da una sperimentazione clinica internazionale lasciano sperare che presto ci possa essere un nuovo farmaco per la colite ulcerosa, e forse anche per altre malattie autoimmuni.
Gli immunologi dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California, hanno infatti reso noto quanto osservato su 199 pazienti trattati con una sostanza chiamata, per ora, RPC1063: un tasso di remissione passato da poco più del 6% con il placebo, al 16% con il farmaco. La molecola agisce su una specifica proteina, chiamata recettore della sfingosina 1-fosfato o S1P1. La sfingosina regola, per così dire, il traffico dei linfociti (cellule fondamentali del sistema immunitario) in entrata e in uscita dai linfonodi, cioè dalle “stazioni di polizia” che si trovano lungo i vasi linfatici. Il farmaco sperimentale RPC1063 (come altri della stessa categoria, tra i quali uno – il fingolimod – giù utilizzato per la sclerosi multipla) rende molto più difficile l’uscita dei linfociti dai linfonodi e, in questo modo, attenua le reazioni autoimmunitarie, determinate, per errore, proprio dai linfociti.

Nei prossimi mesi LA RPC1063 sarà sperimentata su un più ampio numero di malati di colite ulcerosa e forse anche di sclerosi multipla. La tossicità e gli effetti collaterali sembrano molto bassi.

La molecola è stata ottenuta con un sistema di drug design, cioè di progettazione computerizzata dei farmaci, realizzata in base alle caratteristiche strutturali del bersaglio che si desidera colpire (la tecnica è stata messa a punto a Berkeley dai ricercatori dell’Università di California e ha già dato buona prova di sé anche contro la sclerosi multipla). Un suo impiego nella colite ulcerosa e nel morbo di Crohn rappresenterebbe un significativo passo in avanti, dal momento che, a tutt’oggi, una percentuale variabile di pazienti, compresa tra il 23 e il 45% del totale, non reagisce alle terapie esistenti.

La colite ulcerosa è caratterizzata all’inizio da diarrea e coliche addominali, associate alla presenza di sangue nelle feci, che variano per intensità e durata e che possono intervallarsi a periodi asintomatici. Nel tempo, però, la situazione tende a peggiorare e a cronicizzare, e deve essere affrontata con una terapia farmacologica che spesso dura tutta la vita: da qui l’esigenza di avere medicinali poco tossici ed efficaci. A oggi viene curata con immunosoppressori classici quali sulfasalazina, azatioprina o ciclosporina, o con farmaci più moderni, attivi contro le citochine (molecole del sistema immunitario) coinvolte nei fenomeni infiammatori, come adalimumab e infliximab. Solo in casi estremi si ricorre a interventi chirurgici.

FONTE:
http://www.scripps.edu/news/press/2014/20141027rosen.html
http://www.assediobianco.ch/news/dalla-california-terapia-innovativa-per-frenare-i-danni-all-intestino/54762a0eebf0a

RPC1063
3 trial di fase SUNBEAM per sclerosi multipla recidivante lanciato (21/01/15)

Società biofarmaceutica Receptos, Inc. ha arruolato il primo partecipante con sclerosi multipla recidivante(RMS) nel suo studio di fase SUNBEAM 3, che valuterà il potenziale RPC1063 terapia in pazienti che hanno la sclerosi multipla. Fase 3 di prova RADIANCE della società, coinvolgendo anche RMS pazienti, era già stata avviata, il che significa che Receptos potrebbe essere in grado di terminare il suo programma di sviluppo clinico per la sclerosi multipla entro il 2017, secondo il comunicato stampa della società.

RPC1063 è un romanzo, per via orale, una volta al giorno, sfingosina selettiva 1-fosfato 1 e 5 del recettore modulatore sviluppato dalla Receptos per il trattamento delle indicazioni autoimmuni come RMS, ma anche la colite ulcerosa (UC) pure. “Il nostro inizio del processo RAGGIO DI SOLE rappresenta un altro importante traguardo aziendale per Receptos, e posiziona RPC1063 come potenziale agente orale next-to-market per il trattamento della sclerosi multipla recidivante”, ha detto il presidente e amministratore delegato di Receptos, Faheem Hasnain.

Entrambe le prove raggio di sole e Radiance sono randomizzati, studi in doppio cieco che includeranno 1.200 RMS pazienti, e sono progettati per confrontare 0,5 mg e 1,0 mg di dosi di RPC1063 coninterferone beta-1a (Avonex) . Inoltre, le prove mirano a valutare la superiorità del RPC1063 rispetto Avonex quanto riguarda la riduzione del tasso di recidiva annualizzato seguente uno o due anni di terapia. Sia la fase 3 prove si svolgono sotto Special Protocol Assessment (SPA) accordo con la US Food and Drug Administration (FDA).

La terapia RPC1063 era già stato dimostrato di essere promettente per il trattamento della sclerosi multipla, in quanto ha raggiunto l’endpoint primario di riduzione MRI attività lesione cerebrale e endpoint secondari effetti di altri parametri MRI di misura in fase 2 studi, che sono stati annunciati la scorsa estate. Inoltre, i ricercatori sono stati anche in grado di tracciare un profilo di sicurezza coerente. Receptos presentato i risultati al più grande incontro dedicato a MS ad oggi, la riunione congiunta del comitato di Americas per il trattamento e la ricerca nella Sclerosi Multipla (ACTRIMS) e il Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella Sclerosi Multipla (ECTRIMS).

“A seguito della nostra recente fase positiva 2 risultati in colite ulcerosa, abbiamo anche in programma di avviare un programma di fase 3 per RPC1063 nella malattia infiammatoria intestinale nel 2015. Riteniamo che questo candidato farmaco rappresenta un potenziale franchise in immunologia, e continuiamo a esplorare le opportunità in altre indicazioni terapeutiche in cui vi è una forte motivazione scientifica “, ha aggiunto il presidente e CEO di Receptos.

Dopo aver annunciato che stavano cercando RMS pazienti per le prove raggio di sole e splendore alla fine dello scorso anno, l’azienda è anche andare a valutare la terapia RPC1063 nella malattia infiammatoria intestinale (IBD) pazienti nel suo studio di fase TOUCHSTONE 3, che comprende i pazienti che soffrono di UC, e uno studio di fase 2 in pazienti con malattia di Crohn. Entrambe le prove sono in programma di iniziare quest’anno, e si basano sui risultati incoraggianti ottenuti dalla società nei suoi studi precedenti del farmaco con IBD.

Fonte:
Sclerosi Multipla News Today © BioNews-tx.com 2015 (21/01/15)
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.ms-uk.org/RPC1063&prev=search
http://multiplesclerosisnewstoday.com/2015/01/21/receptos-launches-sunbeam-phase-3-trial-for-relapsing-multiple-sclerosis-therapy/

https://www.facebook.com/notes/achille-daga/molto-interessante-per-la-sclerosi-miltipla-dalla-california-terapia-innovativa-/666527450122849

Colorado lawmakers push PTSD bill to address pleas for medical marijuana

2017 brings with it renewed pushes — legislatively and legally — to allow those diagnosed with post-traumatic stress disorder to seek a doctor’s recommendation for medical cannabis

PUBLISHED: JAN 25, 2017,
By Alicia Wallace, The Cannabist Staff

Efforts over the years to add PTSD as a qualifying condition for medical marijuana in Colorado have been met with failure.

The Colorado Board of Health denied multiple petitions for the inclusion, citing the need for more scientific evidence; bills’ trips through the General Assembly have been short-lived; and veterans and PTSD-sufferers’ legal bids were quashed.

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2017 brings with it renewed pushes — both legislatively and legally — to establish PTSD as a qualifying condition.

“I’ve met a number of veterans who really feel like it improved their quality of life,” said Sen. Irene Aguilar, a Denver Democrat and physician who co-sponsored a bill to have PTSD and acute stress disorders be considered “debilitating medical conditions” under the state’s medical marijuana law.

In a time when concern is heightened about veterans’ increased risk of suicide, there should be consideration for all potential options to help prevent that, Aguilar said.

Senate Bill 17, co-sponsored by Rep. Jonathan Singer, D-Longmont, is expected to go before the Senate’s State, Veterans and Military Affairs Committee next week. The initial committee hearing scheduled for Tuesday was postponed as lawmakers evaluate whether there is a legislative mechanism to add a qualifying condition or if that is limited to the Colorado Department of Public Health and Environment, Aguilar said.

Some of the initial opposition to the bill has come from members of the medical community, including the Colorado Psychiatric Society.

“Our main concern is really the risk of harm to the individual,” said Dr. Jennifer Hagman, representing the Colorado Psychiatric Society.

And the physicians’ edict of “first, do no harm” is accomplished with knowledge from rigorous studies, research and evidence, she said.

“I would hope that we continue to wait until there’s adequate scientific support for using marijuana for this condition,” she said. “I think it’s premature and the data isn’t there.”

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The limited data people are working with around veterans with PTSD and marijuana, she said, has shown negative correlations. She noted a longitudinal study of veterans over a period of 30 years that showed some who started using marijuana following treatment had increased incidences of violent behavior.

Hagman noted that more research is ongoing and that the state of Colorado has put money toward research on marijuana’s effects on those with PTSD. The study, in the works since 2010, received federal approval in 2016, a year and a half after Colorado awarded the grant.

“I think the best thing that could happen is for the federal government to remove marijuana from Schedule I so that research is much easier to do,” she said.

Happening in the background of this latest play from lawmakers is an ongoing appeals case in state court that challenges the board of health’s 2015 decision on PTSD. And nationally, an increasingly growing slate of medical marijuana states — nearly 20 of them — have looked favorably on PTSD as a qualifying condition.

“It’s just an area that they need to permit us to catch up with other states,” said C. Adam Foster, an attorney with Denver’s Hoban Law Group. Foster represents the Colorado residents and military veterans who challenged the board of health’s position on PTSD in district court and subsequently appealed the district court’s denial.

Colorado’s board of health has remained firm on not including PTSD as a qualifying condition, stating that more scientific evidence is required. The board made a similar move in regards to a 2010 petition to add Tourette’s syndrome.

“The board has made this policy decision that they want to see the same type of evidence the (U.S. Food and Drug Administration) looks at to approve new pharmaceutical medicines,” Foster said. “I firmly believe that they have set a standard that just cannot be met in the real world.”

Research related to the potential benefits and detrimental effects of marijuana has been limited, stifled in part by marijuana’s federal listing as a Schedule I substance, researchers and scientists have said.

“You want (veterans and other people diagnosed with PTSD) to be getting treatment from an experienced health care provider and a doctor who understands PTSD and can recommend a treatment plan — that probably will include talk therapy, some pharmaceutical medications — you want those medical providers to be able to have an honest conversation with their patients about medical marijuana,” Foster said.

Earlier this month, the Colorado Appeals Court case wrapped up the briefings stage and — barring any call for oral arguments from the judges — now is awaiting an opinion from the court. That opinion could take anywhere from three to six months, Foster said.

http://www.thecannabist.co/2017/01/25/ptsd-colorado-medical-marijuana-bill/72105/

SCLEROSI MULTIPLA – ORA BISOGNA PROPRIO FERMARSI, TROPPE EVIDENZE SCIENTIFICHE, BASTA CON LE IPOTESI NEUROLOGICHE ……

VIDEO:
RIEQUILIBRIO FUNZIONALE
Stress e sistema nervoso.

Equilibrio intestinale.

Equilibrio acido/base.

Dott. Alfredo Saggioro, MEDICINA FUNZIONALE Azienda ULSS 12 Veneziana Director Gastroenterology, Hepatology and Clinical Nutrition · Venezia · aprile 1973 – 1 maggio 2013

LA SCLEROSI MULTIPLA, COME TANTE ALTRE MALATTIE A INSORGENZA “LENTA” E CRONICA, HA A CHE FARE CON IL SISTEMA IMMUNITARIO IN PRIMIS E LA SALUTE INTESTINALE + UNA ALIMENTAZIONE ADEGUATA HANNO CERTAMENTE RELAZIONE. NULLA DI NUOVO, TRANNE IL GRIDO DI DOLORE, CHE CONDIVIDO, VERSO UNA MEDICINA TRADIZIONALE CIECA ANCHE DI FRONTE ALLE EVIDENZE SCIENTIFICHE.

Dott. Alfredo Saggioro
Medicina Funzionale – Blog rigorosamente scientifico
LA MEDICINA FUNZIONALE SUPERA/INTEGRA/MIGLIORA LA “MEDICINA CONVENZIONALE DELLA MALATTIA” BASATA SUL CONCETTO “RIPARA-QUANDO-QUALCOSA-È-ROTTO”, COSÌ DA PROMUOVERE L’INNOVATIVA “MEDICINA DELLA SALUTE”, BASATA SULLA SUSCETTIBILITÀ A SVILUPPARE DISTURBI NELL’AMBITO DEL “WEIGHT, STRESS, AGE, AESTHETIC MANAGEMENT” ED AFFIANCATA DALLA MESSA IN ESSERE DI PROGRAMMI PREVENTIVI, IMPERNIATI SUL RECUPERO DI UNO STILE DI VITA CORRETTO, DI UNA ALIMENTAZIONE SANA ED EQUILIBRATA E SULL’UTILIZZO DI UNA SUPPLEMENTAZIONE PERSONALIZZATA, INCENTRATA SU NUTRACEUTICI.

Questo Blog nasce come luogo di cultura, educazione e interscambio nell’ambito di una medicina nuova, che guarda alla salute e al futuro. Vuole essere, per quanto possibile semplice nei contenuti, che dovranno essere fruibili per tutti, ma allo stesso tempo rigorosamente scientifico. Dott. Alfredo Saggioro
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SCLEROSI MULTIPLA E ALIMENTAZIONE: ECCO COME ALCUNI NEUROLOGI CURANO LA SM CON L’ALIMENTAZIONE VEGETARIANA!
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TRATTARE LA SCLEROSI MULTIPLA CON LA DIETA: REALTÀ O FRODE?
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L’ALIMENTAZIONE: IL PRIMO ALLEATO PER ABBASSARE L’INFIAMMAZIONE KILLER.
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